Intervista

Dall’ascolto alla soluzione: Sebina AI. Intervista a Marisa Montanari

2026-03-18

interno biblioteca

Per la nostra rubrica INSIDE VOICES, abbiamo avuto il piacere di parlare con Marisa Montanari, Innovation & Solution Designer Area Biblioteche di Dot Beyond, che ci ha parlato della rivoluzione di Sebina AI e di come l'intelligenza artificiale non sia una minaccia, ma il linguaggio naturale che permetterà alla cultura di tornare a parlare con la sua comunità.

Marisa, nel tuo ruolo di Innovation & Solution Designer per l'area Biblioteche di Dot Beyond, come si è trasformato il tuo lavoro e qual è stata l’idea che ha portato alla nascita di Sebina AI?

Negli ultimi trent’anni ho avuto il privilegio di collaborare con migliaia di bibliotecari e di vivere da vicino la straordinaria trasformazione delle biblioteche. All’inizio il mio lavoro era molto diverso da oggi. L’obiettivo era rendere più efficienti i processi tradizionali, attraverso funzionalità software in grado di semplificare le attività quotidiane. Poi il focus si è spostato sui servizi per gli utenti. Nel tempo le biblioteche sono diventate ecosistemi informativi, reti di cooperazione sempre più interconnesse e in continua espansione. E insieme alle biblioteche anche il mio ruolo si è trasformato: dal progettare strumenti a immaginare esperienze.

Quando nella primavera del 2023 l’Intelligenza Artificiale Generativa ha iniziato a mostrare il suo enorme potenziale, la scintilla è stata immediata e ho pensato: “se c’è un luogo dove l’AI può fare davvero la differenza, quel luogo è la biblioteca”.

Ci siamo chiesti come sarebbe cambiato il rapporto con le persone se la biblioteca fosse stata capace di dialogare con loro anche digitalmente. Abbiamo iniziato a immaginare un ambiente in cui cataloghi, servizi e attività non fossero più elementi separati, ma parti di un’unica esperienza informativa. Un luogo in cui ogni utente può parlare con la propria biblioteca nella lingua preferita, fare domande per esplorare il catalogo e scoprire percorsi sempre nuovi.

Sebina AI nasce da qui. Non come una semplice evoluzione tecnologica, ma come un modo nuovo di rendere più naturali e immediate tutte le interazioni con la biblioteca. Un alleato capace di valorizzare, e non sostituire, il ruolo dei bibliotecari, rafforzando la relazione con gli utenti e contribuendo a diffondere una nuova cultura dell’AI nelle persone.

Sebina AI nasce dall’ascolto di chi vive la biblioteca ogni giorno. Quali sono stati i bisogni che ti hanno spinto a progettarla insieme al team Biblioteche e all’Innovation Farm di Dot Beyond?

L’ascolto di ciò che accade in biblioteca, ai banconi, tra gli scaffali, sugli schermi, è stato fondamentale. Da realtà come Library NABA sono emerse esigenze molto concrete come riuscire a rispondere più velocemente alle richieste degli utenti, semplificare la ricerca nel catalogo, offrire modalità di scoperta nuove e più intuitive. Gli utenti, dal canto loro, hanno chiesto la stessa cosa ma con altre parole: trovare subito ciò che serve, con la naturalezza e semplicità delle app che utilizzano ogni giorno. È qui che il confronto tra bibliotecari e utenti, solution designer e AI specialist ha fatto davvero la differenza. Abbiamo unito la forte esperienza dei bibliotecari e i bisogni reali degli utenti alla profonda conoscenza della struttura dei dati, applicando le tecnologie GenAI per trasformare l'esperienza d'uso.

In un mondo di sovraccarico informativo, come riesce Sebina AI a rendere "parlante" la complessità del catalogo?

Parto da una definizione tecnica: “Sebina AI è una piattaforma innovativa basata sull’AI generativa per utenti e bibliotecari. Si fonda su un’architettura ibrida, multi-agente e utilizza modelli linguistici avanzati integrati con un approccio RAG (Retrieval Augmented Generation), supportato da un database vettoriale per la rappresentazione semantica dei dati e delle informazioni bibliografiche.”

In parole semplici, è progettata per dare voce a un patrimonio ricchissimo, ma spesso difficile da esplorare. La sua forza sta nel tradurre i metadati bibliografici in un linguaggio naturale. Con l’agente conversazionale non serve conoscere le regole della ricerca bibliografica, basta fare domande e lasciarsi guidare. Il sistema non cambia il catalogo, lo valorizza, lo rende vivo e vicino alle persone, trasformando la ricerca in un processo più umano.

Con la Smart Search parliamo di "ricerca che comprende". Cosa cambia per l’utente?

Per l’utente la ricerca semantica si traduce in un’esperienza molto più naturale. Non serve conoscere come sono state catalogate le risorse o sapere i termini da utilizzare per la ricerca poiché è il sistema a comprendere il significato delle parole digitate. In questo modo l’utente ottiene risultati pertinenti e più vicini alla reale intenzione di ricerca. La Smart Search nasce per accompagnare le persone in un percorso di scoperta intuitivo, inclusivo ed emozionante. È una modalità di esplorazione del catalogo che avvicina la biblioteca alla sua comunità, rendendo la conoscenza più accessibile e più umana. Anche il nome Smart Search riflette proprio questo: una ricerca che riduce le barriere e le frustrazioni, avvicinando la tecnologia al nostro modo naturale di esprimerci.

Dot Beyond ha posto molta attenzione ai temi di trasparenza, privacy e sovranità del dato. Perché per una biblioteca è importante che soluzioni come Sebina AI si basino questi principi, garantendo un uso dell’intelligenza artificiale coerente con i principi di trasparenza e sicurezza?

Per una biblioteca l’innovazione deve essere un’estensione dei propri valori. Sebina AI è costruita su principi solidi di sicurezza e rispetto dei dati. La trasparenza è centrale: il sistema dichiara subito di essere un’AI e mostra all’utente la "query espansa", ovvero come ha interpretato e arricchito la domanda. In questo modo le persone possono intervenire per modificarla, migliorala, espanderla. In altre parole, non subiscono la tecnologia, ma ci dialogano in modo consapevole.

Poi ci sono la privacy e la sicurezza. Abbiamo realizzato Sebina AI seguendo i principi di security e privacy by design, coinvolgendo fin dalla progettazione il nostro Data Protection Officer (DPO) e scegliendo server nell’Unione Europea per la gestione dei dati, nel rispetto delle normative sulla privacy e dei requisiti dell’AI Act.

Spesso si guarda all’intelligenza artificiale con il timore che possa sostituire figure professionali come i bibliotecari. Qual è la tua visione in merito?

Sebina AI non sostituisce le persone, ma dà loro più spazio. Si fa carico delle richieste ripetitive — orari, regolamenti, informazioni base — che spesso sottraggono tempo prezioso alla relazione. Questo permette al bibliotecario di dedicarsi a ciò che davvero fa la differenza: la mediazione culturale e la cura della comunità. L'AI diventa così uno strumento di literacy consapevole: il bibliotecario non scompare, ma diventa il garante della qualità dei contenuti e il promotore di un nuovo modo di abitare la biblioteca.

2026-03-18

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