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Dot Beyond: il punto in cui l’innovazione guarda oltre
Approccio integrato e d’avanguardia sulle nuove frontiere del digitale, competenze multidisciplinari e impegno costante nella ricerca: Dot Beyond è la nuova realtà imprenditoriale del Gruppo Effort, già leader tecnologico su scala nazionale ed internazionale. Frutto di una fusione conclusa a dicembre 2024, rappresenta l’apice di un progetto industriale iniziato nel 2021, finalizzato a creare un nuovo modello di innovazione.
Roma, 01.01.2025 – Dot Beyond è il nuovo punto di riferimento nell’innovazione tecnologica che integra e consolida le competenze di un ecosistema di realtà aziendali già leader di settore, per proporre soluzioni e servizi su misura che esplorano le frontiere più promettenti del digitale - dall’intelligenza artificiale al metaverse/digital twins dalla cybersecurity al gaming.
Con una squadra di oltre 200 professionisti e una presenza in 7 sedi strategiche, l’azienda si propone come partner ideale per PMI, Grandi Aziende e Istituzioni Culturali, sia in Italia sia all’estero, per affrontare le sfide più complesse della trasformazione digitale.
Il percorso che ha dato vita a Dot Beyond nasce nel 2021, con una serie di operazioni strategiche mirate a costruire un ecosistema integrato nell’ambito dell’innovazione digitale. Questo ambizioso progetto ha trovato la sua piena realizzazione a dicembre 2024 con l’integrazione tra DM Cultura, leader da oltre trent’anni nel settore culturale e creativo, e Reiss Digital Life, specializzata in design e sviluppo tecnologico per il mercato B2B e della Pubblica Amministrazione. L’unione è stata ulteriormente potenziata dall’incorporazione del ramo corporate di Centounopercento nell’aprile 2024, portando nuove competenze nell’ambito delle experience technologies e virtual ecosystem.
Alle spalle di Dot Beyond vi è la solidità del Gruppo Effort Cube, una holding industriale che da oltre quarant’anni è sinonimo di eccellenza tecnologica. Guidata dalla visione pioneristica del Cavaliere del Lavoro Ettore Forieri, Effort Cube rappresenta la forza trainante del progetto, offrendo supporto e risorse per consolidare il ruolo di Dot Beyond nel mercato globale.
Dot Beyond si distingue inoltre per la capacità di integrare competenze verticali e complementari attraverso un network di aziende controllate che rafforzano l’offerta:
· One O One Games, specializzata nello sviluppo di esperienze di gaming per PC, console, dispositivi mobili e VR.
· SicuraNext, all’avanguardia nei servizi di cybersecurity, con soluzioni dedicate a PMI e grandi imprese.
· OneExtra, punto di riferimento nella produzione digitale avanzata per il settore cine-televisivo.
· Blank Spaces, agenzia creativa specializzata in ideazione e realizzazione di strategie di comunicazione online e offline.
La costruzione di questo ambizioso Polo di Innovazione consente a Dot Beyond di proporre un’ampia gamma di soluzioni e servizi che spaziano dall’ applicazione dell’IA nei processi industriali alla valorizzazione digitale del patrimonio culturale e creativo, dalle esperienze immersive al gaming, dalla sicurezza informatica alla produzione avanzata per il settore audiovisivo, il tutto grazie anche ai continui investimenti effettuati in Ricerca & Sviluppo.
“Sono tanti anni che lavoriamo in partnership con i nostri clienti per accompagnarli nel costante percorso di innovazione e di crescita e per questo abbiamo posto al centro del progetto la competenza delle nostre Persone ed il valore dei prodotti e soluzioni che proponiamo con una visione che abbraccia l’innovazione attraverso un approccio multidisciplinare ”, ha dichiarato Lucio Passeggio, CEO di Dot Beyond, evidenziando come Dot Beyond intenda trasformare ogni sfida in un’opportunità di crescita e posizionarsi come partner strategico per chi desidera cogliere appieno le opportunità della trasformazione digitale.
Per ulteriori informazioni:
Dot Beyond Email: marketing@dotbeyond.it

Dall’ascolto alla soluzione: Sebina AI. Intervista a Marisa Montanari
Per la nostra rubrica INSIDE VOICES, abbiamo avuto il piacere di parlare con Marisa Montanari, Innovation & Solution Designer Area Biblioteche di Dot Beyond, che ci ha parlato della rivoluzione di Sebina AI e di come l'intelligenza artificiale non sia una minaccia, ma il linguaggio naturale che permetterà alla cultura di tornare a parlare con la sua comunità.
Marisa, nel tuo ruolo di Innovation & Solution Designer per l'area Biblioteche di Dot Beyond, come si è trasformato il tuo lavoro e qual è stata l’idea che ha portato alla nascita di Sebina AI?
Negli ultimi trent’anni ho avuto il privilegio di collaborare con migliaia di bibliotecari e di vivere da vicino la straordinaria trasformazione delle biblioteche. All’inizio il mio lavoro era molto diverso da oggi. L’obiettivo era rendere più efficienti i processi tradizionali, attraverso funzionalità software in grado di semplificare le attività quotidiane. Poi il focus si è spostato sui servizi per gli utenti. Nel tempo le biblioteche sono diventate ecosistemi informativi, reti di cooperazione sempre più interconnesse e in continua espansione. E insieme alle biblioteche anche il mio ruolo si è trasformato: dal progettare strumenti a immaginare esperienze.
Quando nella primavera del 2023 l’Intelligenza Artificiale Generativa ha iniziato a mostrare il suo enorme potenziale, la scintilla è stata immediata e ho pensato: “se c’è un luogo dove l’AI può fare davvero la differenza, quel luogo è la biblioteca”.
Ci siamo chiesti come sarebbe cambiato il rapporto con le persone se la biblioteca fosse stata capace di dialogare con loro anche digitalmente. Abbiamo iniziato a immaginare un ambiente in cui cataloghi, servizi e attività non fossero più elementi separati, ma parti di un’unica esperienza informativa. Un luogo in cui ogni utente può parlare con la propria biblioteca nella lingua preferita, fare domande per esplorare il catalogo e scoprire percorsi sempre nuovi.
Sebina AI nasce da qui. Non come una semplice evoluzione tecnologica, ma come un modo nuovo di rendere più naturali e immediate tutte le interazioni con la biblioteca. Un alleato capace di valorizzare, e non sostituire, il ruolo dei bibliotecari, rafforzando la relazione con gli utenti e contribuendo a diffondere una nuova cultura dell’AI nelle persone.
Sebina AI nasce dall’ascolto di chi vive la biblioteca ogni giorno. Quali sono stati i bisogni che ti hanno spinto a progettarla insieme al team Biblioteche e all’Innovation Farm di Dot Beyond?
L’ascolto di ciò che accade in biblioteca, ai banconi, tra gli scaffali, sugli schermi, è stato fondamentale. Da realtà come Library NABA sono emerse esigenze molto concrete come riuscire a rispondere più velocemente alle richieste degli utenti, semplificare la ricerca nel catalogo, offrire modalità di scoperta nuove e più intuitive. Gli utenti, dal canto loro, hanno chiesto la stessa cosa ma con altre parole: trovare subito ciò che serve, con la naturalezza e semplicità delle app che utilizzano ogni giorno. È qui che il confronto tra bibliotecari e utenti, solution designer e AI specialist ha fatto davvero la differenza. Abbiamo unito la forte esperienza dei bibliotecari e i bisogni reali degli utenti alla profonda conoscenza della struttura dei dati, applicando le tecnologie GenAI per trasformare l'esperienza d'uso.
In un mondo di sovraccarico informativo, come riesce Sebina AI a rendere "parlante" la complessità del catalogo?
Parto da una definizione tecnica: “Sebina AI è una piattaforma innovativa basata sull’AI generativa per utenti e bibliotecari. Si fonda su un’architettura ibrida, multi-agente e utilizza modelli linguistici avanzati integrati con un approccio RAG (Retrieval Augmented Generation), supportato da un database vettoriale per la rappresentazione semantica dei dati e delle informazioni bibliografiche.”
In parole semplici, è progettata per dare voce a un patrimonio ricchissimo, ma spesso difficile da esplorare. La sua forza sta nel tradurre i metadati bibliografici in un linguaggio naturale. Con l’agente conversazionale non serve conoscere le regole della ricerca bibliografica, basta fare domande e lasciarsi guidare. Il sistema non cambia il catalogo, lo valorizza, lo rende vivo e vicino alle persone, trasformando la ricerca in un processo più umano.
Con la Smart Search parliamo di "ricerca che comprende". Cosa cambia per l’utente?
Per l’utente la ricerca semantica si traduce in un’esperienza molto più naturale. Non serve conoscere come sono state catalogate le risorse o sapere i termini da utilizzare per la ricerca poiché è il sistema a comprendere il significato delle parole digitate. In questo modo l’utente ottiene risultati pertinenti e più vicini alla reale intenzione di ricerca. La Smart Search nasce per accompagnare le persone in un percorso di scoperta intuitivo, inclusivo ed emozionante. È una modalità di esplorazione del catalogo che avvicina la biblioteca alla sua comunità, rendendo la conoscenza più accessibile e più umana. Anche il nome Smart Search riflette proprio questo: una ricerca che riduce le barriere e le frustrazioni, avvicinando la tecnologia al nostro modo naturale di esprimerci.
Dot Beyond ha posto molta attenzione ai temi di trasparenza, privacy e sovranità del dato. Perché per una biblioteca è importante che soluzioni come Sebina AI si basino questi principi, garantendo un uso dell’intelligenza artificiale coerente con i principi di trasparenza e sicurezza?
Per una biblioteca l’innovazione deve essere un’estensione dei propri valori. Sebina AI è costruita su principi solidi di sicurezza e rispetto dei dati. La trasparenza è centrale: il sistema dichiara subito di essere un’AI e mostra all’utente la "query espansa", ovvero come ha interpretato e arricchito la domanda. In questo modo le persone possono intervenire per modificarla, migliorala, espanderla. In altre parole, non subiscono la tecnologia, ma ci dialogano in modo consapevole.
Poi ci sono la privacy e la sicurezza. Abbiamo realizzato Sebina AI seguendo i principi di security e privacy by design, coinvolgendo fin dalla progettazione il nostro Data Protection Officer (DPO) e scegliendo server nell’Unione Europea per la gestione dei dati, nel rispetto delle normative sulla privacy e dei requisiti dell’AI Act.
Spesso si guarda all’intelligenza artificiale con il timore che possa sostituire figure professionali come i bibliotecari. Qual è la tua visione in merito?
Sebina AI non sostituisce le persone, ma dà loro più spazio. Si fa carico delle richieste ripetitive — orari, regolamenti, informazioni base — che spesso sottraggono tempo prezioso alla relazione. Questo permette al bibliotecario di dedicarsi a ciò che davvero fa la differenza: la mediazione culturale e la cura della comunità. L'AI diventa così uno strumento di literacy consapevole: il bibliotecario non scompare, ma diventa il garante della qualità dei contenuti e il promotore di un nuovo modo di abitare la biblioteca.

AI First: Il mindset che ridisegna l'innovazione. Intervista a Giorgio Lattanzi.
Per la nostra rubrica INSIDE VOICES, abbiamo avuto il piacere di parlare con Giorgio Lattanzi, responsabile della nostra Innovation Farm, il laboratorio di Dot Beyond dove i trend tecnologici si trasformano in soluzioni concrete e nuovi prodotti basati su GenAI. La sua visione incarna perfettamente il "DNA" di curiosità e sperimentazione che guida la nostra strategia.
Raccontaci il tuo percorso e il ruolo che ricopri in Dot Beyond. In particolare, come l’Innovation Farm, che guidi, traduce la visione strategica sull’AI in soluzioni concrete?
Sono partito fondando Reiss Digital Life, con l’idea di portare sul mercato soluzioni digitali che unissero qualità e innovazione. Ho iniziato lavorando su progetti digitali complessi, dove l’innovazione era spesso una sfida più culturale che tecnica. Quella spinta alla sperimentazione ci ha portato presto a cercare sempre le tecnologie più avanzate e a sviluppare anche prodotti proprietari. Con la fusione in Dot Beyond abbiamo voluto dare continuità e struttura a questo DNA, così è nata l’Innovation Farm, il nostro laboratorio dove trasformiamo i trend tecnologici in soluzioni concrete per i clienti e in nuovi prodotti basati su GenAI.
Guidiamo l’Innovation Farm con un approccio AI First in ogni fase della creazione, dalla creatività e analisi, al prototipo, fino a sviluppo e delivery. In pratica, accompagno i team nel tradurre la visione strategica in risultati misurabili, selezioniamo i casi d’uso ad alto impatto, costruiamo prove di valore veloci, integriamo i modelli generativi nei processi reali (marketing, customer care, operations, contenuti), e curiamo scalabilità, governance e qualità dei dati. L’obiettivo è duplice: dotare l’azienda di nuove “armi” AI e portare sul mercato prodotti che rispondano a bisogni chiari, rendendo l’intelligenza artificiale utile, accessibile e sostenibile per persone e business.
Puoi condividere un caso in cui l’AI ha avuto un ruolo decisivo, cambiando l’approccio, i bisogni del cliente o i risultati di un progetto?
Più che un singolo caso, ce ne sarebbero davvero molti da raccontare. Preferisco però soffermarmi sull’essenza; l'intellligenza artificiale ha cambiato radicalmente il nostro modo di pensare e costruire i progetti, dalla fase creativa alla progettualità, fino allo sviluppo vero e proprio.
Con l’arrivo della GenAI si è sbloccato qualcosa che prima sembrava complesso o addirittura impossibile. Oggi possiamo affrontare sfide che fino a poco tempo fa richiedevano tempi lunghi o competenze altamente specialistiche. L’AI ha reso più fluido il dialogo tra le persone e la tecnologia, aiutandoci a passare da un approccio lineare a uno più esplorativo e iterativo, dove le idee si possono testare e migliorare in tempo reale.
In molti progetti questo ha significato ripensare completamente i bisogni del cliente, non più chiedersi “cosa possiamo fare”, ma “cosa possiamo far fare all’AI per ampliare ciò che facciamo”. È un cambio di prospettiva che ha migliorato tempi, risultati e qualità del lavoro.
L’AI non è solo una tecnologia abilitante, ma un nuovo modo di pensare e costruire valore. La vera differenza la fa l’atteggiamento, non bisogna resistere all’adozione, ma abbracciarla con curiosità e consapevolezza. Prima lo si fa, prima si iniziano a coglierne i vantaggi in termini di velocità, qualità, creatività e capacità di generare valore concreto.
Quali sono i vantaggi reali e quali, invece, i falsi miti più comuni quando si parla di AI?
I vantaggi reali sono chiari: riduzione dei tempi, aumento della qualità decisionale, nuove possibilità creative e accesso a insight prima impensabili.
Ma il mito più pericoloso è che l’AI “faccia tutto da sola”. In realtà, il suo valore dipende dalla qualità delle persone che la guidano, dai dati che le vengono forniti e dal contesto in cui opera.
Un altro equivoco è pensare che l’AI sia solo una questione di algoritmi. In realtà è una trasformazione culturale e organizzativa, serve visione, governance e soprattutto una nuova mentalità di collaborazione uomo-macchina.
Parlando di futuro: quanto sono cruciali la scalabilità responsabile e la sostenibilità, sia etica che ambientale, nello sviluppo di soluzioni AI?
Sono fondamentali. L’AI è una tecnologia potente ma anche energivora, non possiamo parlare di innovazione se non è sostenibile, sia in termini ambientali che di impatto sociale.
In Innovation Farm ci concentriamo molto sulla scalabilità responsabile, soluzioni che non solo funzionano in laboratorio, ma che possono crescere in modo sostenibile nel tempo, rispettando i principi etici e la privacy dei dati.
Questo significa anche lavorare su modelli più efficienti, su un uso mirato delle risorse computazionali e su processi che tengano conto dell’intero ciclo di vita delle soluzioni AI.
Come immagini l’evoluzione dell’AI nei prossimi anni e quali opportunità potrebbe aprire per settori come cultura e gaming?
Penso che l’AI stia entrando in una nuova fase, dove non sarà più vista come uno strumento da usare, ma come un vero compagno di lavoro e di creatività. Diventerà sempre più intuitiva, contestuale e integrata nei processi quotidiani, capace di comprendere meglio le persone e adattarsi ai loro bisogni in tempo reale.
Nel mondo aziendale, permetterà decisioni più rapide e personalizzazioni profonde; nella cultura, aiuterà a rendere i contenuti più accessibili e interattivi; nel gaming, darà vita a mondi generativi che si trasformano insieme al giocatore.
Ma la parte più interessante non è solo tecnologica, è culturale. L’AI sta cambiando il nostro modo di pensare e di creare, ci spinge a collaborare in modo diverso, a sperimentare, a superare i limiti del possibile.
Chi saprà accoglierla con curiosità e apertura, senza timori, scoprirà che non sostituisce l’intelligenza umana … la potenzia.
Concludo dicendo: “L’innovazione non nasce dai modelli, ma dalle persone che li interrogano in modo nuovo. L’AI è solo l’inizio di una conversazione più ampia tra tecnologia e immaginazione.”
Dal codice alla visione. Intervista a Giulio Nazzicone
Per la nostra rubrica DEEP DIVE, abbiamo avuto il piacere di parlare con Giulio Nazzicone, Direttore della Unit Digital di Dot Beyond. Con lui abbiamo esplorato come la tecnologia possa diventare strategia — e come AI, blockchain e automazione stiano ridisegnando il modo di progettare ecosistemi digitali fondati su visione, qualità e scoperta.

L’IA per la cultura: intervista a Emanuela Totaro
Per la nostra rubrica DEEP DIVE, abbiamo avuto il piacere di parlare con Emanuela Totaro, Segretario Generale della Fondazione Kainòn ETS. Con lei abbiamo esplorato la visione che ha portato alla nascita di DiPA Tool, lo strumento digitale che aiuta i musei a progettare esperienze accessibili, rapide e sostenibili.

La nuova frontiera del Design UX/UI: intervista ad Andrea Tempesta
Per la nostra rubrica DEEP DIVE, abbiamo avuto il piacere di parlare con Andrea Tempesta, UX e UI Designer in Dot Beyond. Un creativo con un'anima tecnica, Andrea ci porta nel cuore della progettazione digitale, tra algoritmi, accessibilità e la sfida di creare esperienze che siano davvero a portata di tutti.

Blockchain e Maenoox: intervista a Luca Pedetti
Per la nostra rubrica DEEP DIVE, abbiamo chiesto a Luca Pedetti, Product Manager e specialista di blockchain in Dot Beyond, di farci fare un viaggio tra nodi, token e futuro digitale. Insieme a lui scopriremo Maenoox, la piattaforma che usa NFT e blockchain per trasformare i dati in asset unici e protetti.

Dot Beyond al We Make Future 2025
Dal 4 al 6 giugno, Dot Beyond parteciperà a We Make Future a Bologna, il più grande festival sull’innovazione digitale e sociale in Italia.
Saremo presenti all’interno dell’area Clust-ER Create – Padiglione 21, Area C14-B13 – insieme a tanti partner con cui condividiamo visioni, valori e progettualità sul futuro delle industrie culturali e creative.
Il 4 giugno, prenderemo parte al talk: “Oltre il digitale – Innovazione tecnologica, visioni e soluzioni per le Industrie Culturali Creative e per la valorizzazione del patrimonio”. Ore 12.40 – 13.20, palco Clust-ER Create (collegato all’area espositiva)
Durante l’incontro racconteremo come Dot Beyond sta integrando intelligenza artificiale, gaming e ambienti immersivi per dare nuova forma all’esperienza culturale e alla valorizzazione del patrimonio.
A intervenire saranno:
- Marisa Montanari – Innovation & Solution Designer per biblioteche e digital library
- Marco Ranieri – Sales Manager
- Carolina Vagnarelli – Sales Manager
Nel nostro intervento racconteremo chi è Dot Beyond e come l’evoluzione AI delle suite Sebina e Samira stia semplificando la gestione e la valorizzazione del patrimonio bibliotecario, museale e archivistico; presenteremo la LSE Platform, il nostro ambiente immersivo che integra narrazione, gaming e interazione sensoriale, e ne esploreremo le applicazioni attraverso il racconto di quattro progetti.
All'interno dell'ambiente virtuale, Carolina Vagnarelli presenterà le nuove Mostre Virtuali, la piattaforma pensata per le istituzioni culturali che desiderano esporre collezioni digitalizzate in spazi tridimensionali personalizzati; Pontes, il progetto promosso dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, vincitore del bando DTC Lazio e in corso di realizzazione, che rigenera il racconto dei territori lungo il Tevere e la via Salaria coinvolgendo il Museo della Civiltà Romana, i Mercati di Traiano-Museo dei Fori Imperiali e il Museo Civico di Rieti; In Segno 2.0, esperienza edu-ludica sviluppata per il Museo Officina della Scrittura di Torino con l’Associazione Aurea Signa, pensata per avvicinare i bambini al tema del “segno” attraverso attività interattive; infine Project Dante, avventura horror di gaming in prima persona creata da One O One Games per PC e console, che reimmagina la Divina Commedia in chiave survival, sfruttando una visuale body-cam per un’immersione totale nell’incubo dantesco.
Vieni a trovarci al Pad. 21 – C14-B13 dal 4 al 6 giugno! Ti aspettiamo per parlare di futuro, cultura e innovazione.

Dot AI – L’intelligenza artificiale spiegata in modo semplice (e pensata per le biblioteche)
Dal 30 maggio al 27 giugno – Tre incontri online, gratuiti e aperti a tutti
L’intelligenza artificiale non è più una tecnologia del futuro: è già parte del presente delle biblioteche. Può semplificare i processi, migliorare l’accesso all’informazione e rendere i servizi più inclusivi e personalizzati. Ma per coglierne davvero le opportunità, serve comprenderla a fondo, senza tecnicismi e senza stress.
Dot AI è il ciclo di webinar gratuito pensato da Dot Beyond per chi lavora nel mondo delle biblioteche e della cultura. Tre incontri online, di 45 minuti ciascuno, per orientarsi tra scenari tecnologici, norme in evoluzione e nuove soluzioni intelligenti al servizio della conoscenza.
Un percorso pensato per fornire strumenti pratici e una visione chiara sull’impatto reale dell’AI nel settore culturale, con un focus specifico su biblioteche e servizi informativi. Un’occasione per prepararsi all’arrivo di Sebina AI, la nuova generazione di servizi per le biblioteche.
Programma
30 maggio – Nuove frontiere per l'accesso all'informazione: AI, come funziona e perché ci riguarda A cura di Eleonora Caparesi, Innovation Consultant – Dot Beyond
13 giugno – AI nella PA: orientarsi fra le normative senza stress A cura dell’area Digital Legal Affairs – Dot Beyond
27 giugno – Sebina AI: una nuova generazione di servizi per gli utenti delle biblioteche A cura di Marisa Montanari, Solution Designer Biblioteche & Digital Library – Dot Beyond
Tutti i webinar si tengono online alle ore 12.00. La partecipazione è gratuita, è sufficiente iscriversi tramite il form. Registrati qui: https://forms.office.com/e/iFpyYvbd9k
Scopri l’intelligenza artificiale con noi. Perché può fare molto, ma solo se siamo noi a guidarla.

DigLib: il progetto prende il via con il kick off a Milano
Siamo entusiasti annunciare l'inizio di DigLib (Digital Libraries), il nuovo progetto in Partenariato di Cooperazione Erasmus+ KA2, realizzato in collaborazione con Public Libraries 2023, CSBNO, FRSI e EOS. L'11 e 12 marzo, il gruppo di lavoro si è riunito a Milano per il kick-off del progetto, dando ufficialmente il via alle attività.
Il nostro obiettivo per i prossimi tre anni? Trasformare le biblioteche pubbliche in dinamici hub digitali e rendere i bibliotecari veri e propri facilitatori della community.
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